Pagina:Compendio del trattato teorico e pratico sopra la coltivazione della vite.djvu/37

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Si ricopre in seguito con quella del secondo e terzo strato, che si trovano già disposte in modo inverso rapporto alla posizione che occupavano.

Se il terreno è in dolce pendio, ed à molta consistenza, aprite delle trincere, o dei raggi dal principio al fine, di una profondità relativa allo spazio de’ ceppi. Fatto questo, piantate subito la vostra prima trincera, nella quale spargerete, se la terra non è mobile, qualche pollice di buon terriccio. Evitate d’inclinare troppo a destra, o a sinistra il vostro tallo, poichè in questo modo le radici potrebbero unirsi, ed affogarsi scambievolmente. Mettete in diversi corsi le diverse varietà de’ ceppi, che non si possono confondere senza inconveniente, e senza nuocere essenzialmente all’ordine che dev’esistere in una piantagione ben regolata. Terminate la piantagione al primo anno, per il lentore con cui la vite lascia come fuggire i primi segni della sua ricognizione; lentore che diviene sempre penoso per il coltivatore vignajuolo, che attende impazientemente il frutto delle sue pene, e dei suoi sacrifizj.

Non iscordate di conservare delle margotte, affine di poter rimpiazzare sul momento quelle, che non avessero preso, o che qualche accidente avesse potuto distruggere.

Non imitate il pernicioso uso adottato da qualche vignajuolo, di lasciare il terreno ineguale, presentando su tutta la di lui estensione piccole eminenze, leggeri solchi, i quali conservando facilmente l’umido, occasionano sovente il gelo, da cui dovete temere dei cattivi effetti.