Pagina:Compendio del trattato teorico e pratico sopra la coltivazione della vite.djvu/86

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sono più suscettibili di attenzione: datele delle buone forbici, colle quali taglieranno l’uva cortissima, e non rischieranno di sgranellarla, e di far cadere per terra a pura perdita i grani più maturi, come arriva ordinariamente alla Champagne, ed in Bourgogne, dove gli operaj non si servono, che di coltello curvo.

4. Impedite che mangino alla vendemmia, per timore che i rottami di pane, ed altri alimenti non vi si mischino, e che non si rubi, insieme, come accade ordinariamente l’uva più matura, e più zuccherina.

5. Vendemmiate, quanto potete, a più riprese. Cogliete prima l’uva più matura, non la mischiate con quella, che potrebbe essere putrida, della quale farete un seconda tina; la terza sarà composta dell’uva ch’era immatura al primo taglio, e che si era lasciata sul ceppo.

Coltivatori poco abituati a questi metodi obbietteranno, può essere, che queste operazioni troppo minute sono impraticabili nelle grandi vigne. Ma che si disingannino, perchè noi dobbiamo a queste sole scelte fatte accuratamente, e ripetute più volte, gli eccellenti vini di Langon, di Saiute-Croix, di Graves, di Langoiran, e le prime qualità delle vigne più rinomate. In Champagne, ed in alcuni altri paesi, dove si fanno de’ buoni vini bianchi schiumosi, si riconobbe che si minorava la loro qualità, lasciando acquistare al frutto una perfetta maturità. I dipartimenti dell’Oise, e della Somme, che terminano al Nord la catena de’ paesi proprj alle vigne, dovrebbero approfittare di questa osservazione per rimpiazzare i loro ceppi rossi, con