Pagina:Compendio della poesia tragicomica.djvu/23

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della poesia tragicomica. 365

gnifica operare, sì come quelle che non raccontano cose operate, ma operano e rappresentano con le persone stesse operanti, e sottoposte agli occhi, non della mente, ma del senso di coloro che ascoltano. Altre non rappresentano, ma con la persona del poeta narran le cose fatte, nè mai v’introducono alcun ragionamento che non sia del poeta, sì come la Poesia Ditirambica e Lirica, nella quale un continovato tenore di narrativa, in persona del poeta, solo si vede. Nè fa forza quello che in ciò viene opposto alla dottrina d’Aristotile da persone troppo ardite e troppo sottili, non esser vero che il ditirambico e il lirico alcuna volta non introduca interlocutori ne’ lor poemi: conciossiacosachè questo intervenga tanto di rado, che non è degno d’essere considerato per accidente, che alteri in modo alcuno le spezie. E quando pure si fa, non è fatto per introdurre quella persona a uso di drammatica o epica poesia, ma per servirsi della figura che si chiama proso-