Pagina:Compendio della poesia tragicomica.djvu/30

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372 della poesia tragicomica.

un terzo alterato sotto diversa forma, ma son due corpi, che scambievolmente non compatiscono insieme, e restano que’ medesimi, così in atto come in potenza, ch’erano per avanti. Il primo si può paragonare al favoloso Ermafrodito, il quale d’uomo e di donna formava un terzo partecipante dell’una e dell’altra natura sì fattamente misto, che separare nè quel da questa nè questa da quello non si poteva. Il secondo è simile ad uomo che s’abbracci con donna, sì che dopo gli abbracciamenti ciascuno torni nell’esser suo. Conciossiacosachè quell’abbracciare non gli confonda in modo, che l’uomo non sia quell’uomo, e quella donna non sia la donna di prima; e ciaschedun di loro non abbia, e non riconosca, e non serbi intera la sua natura, il suo essere, la sua forma. Quinci nascono i non intesi spasimi degli amanti, non potendo, come vorrebbono, unire e mescolare i corpi in quella guisa che fanno gli animi: perciocchè questi col mezzo della volontà, che non è altro