Pagina:Compendio della poesia tragicomica.djvu/31

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della poesia tragicomica. 373

in atto che la cosa voluta, accordandosi di volere una cosa medesima si congiungono agevolmente, e di due animi ne fanno uno; ma i corpi, che non si possono nè mescer nè penetrare, per quantunque s’ingegnino d’annodarli, non1 vien loro fatto d’unire in modo, che facciano un corpo solo, come fanno di due animi un sol volere. Ma tornando al proposito, consideriamo le parti e repugnanti e conformi di questi due poemi, per far vedere che il misto tragicomico è ragionevole. La tragedia ha di comune con la commedia la rappresentazione, con tutto ’l resto dell’apparato, il ritorno, l’armonia, il tempo limitato, la favola drammatica, il verisimile, la ricognizione, e ’l rivolgimento. Intendo per comune, che l’una e l’altra si servì delle medesime cose, avvenga che nel servirsene sia qualche differenza tra loro. Altre qualità sono poi tanto proprie così dell’una come

  1. Nella edizione del Ciotti manca il non evidentemente richiesto dal senso.