Pagina:Compendio della poesia tragicomica.djvu/32

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dell'altra, che non solo varian nell'uso, come quell'altre che si son dette, ma diversificano in modo le spezie, che divengono differenze di lei. E non ha dubbio, che chiunque pensasse di far passare intera alcuna di loro ne' confini dell'altra, e d'usare nella tragedia quel ch'è solo della commedia, ovvero in questa quel ch'è proprio di quella, farebbe favola sconvenevole e mostruosa. Ma il punto sta a vedere se queste differenze specifiche sono sì repugnanti, che in qualche modo formare non se ne possa una terza spezie, che sia poema legittimo e ragionevole. Or queste sono: della tragedia, la persona grande, l'azion grave, il terrore, e la commiserazione; della commedia, la persona e negozio privato, il riso, e i sali. Quanto alla prima, confesso, e per dottrina aristotelica ancora, che convengono alle tragedie i personaggi grandi, e i bassi alle commedie; ma nego bene, che repugni alla natura e all'arte poetica in generale, che in una sola favola s'introdu-