Pagina:Compendio della poesia tragicomica.djvu/42

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lare, e stato di pochi». E più di sotto: Πέποσθε δέ τοὐτο καὶ τὸ μέσον; ὲ μφαὶνεται γὰρ ὲκάτερον ὲν ὰυτωτὼν ακρον, δπερ ονμβαινει περῖ τἠυ Λακεδαιμονιων πολιτειαν Cioè: «Quel che nel mezzo suole avvenire, nel quale ambedue gli estremi si veggono, come nella repubblica de' Lacedemoni avviene.» E più di sotto replicando il medesimo così dice: Δη δ εν τἤ πολιτεὶαν. Cioè: «Gli è necessario nella ben mista repubblica, che l'uno e l'altro vi si vegga e non vi si vegga.»

Il che più chiaro ancora, con altre parole pur d'Aristotile, più di sotto si mostrerà. Il medesimo si dee dire della tragicommedia, nella quale il tragico e 'l comico, non come intere forme, ma come qualità del poema tragico e comico si ritruova. Il che come si faccia, con due chiarissimi esempli, l'uno degli Elementi, e l'altro dell'arte me-