Pagina:Compendio della poesia tragicomica.djvu/45

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mestizia, il pericolo non la morte. Dall'altra, il riso non dissoluto, le piacevolezze modeste, il nodo finto, il rivolgimento felice, e sopra tutto l'ordine comico, del quale a suo luogo ragioneremo. Le quali parti, in questa guisa corrette, possono stare insieme in una favola sola, quand'elle massimamente sono condite col lor decoro, e con le qualità del costume che lor convengono. Concludiamo noi dunque, che la potenza del tragico, atta nata a fare una tragedia, non farà mai, dove concorrano l'atre parti nell'esser loro vigoroso ed intero, né commedia né tragicommedia; ma se tutte non vi concorrono, e se invece delle tragiche vi saran delle comiche, quella potenza non si condurrà mai all'atto di formare poema tragico: anzi il concorso delle parti tragiche e comiche circoncise faranno quella potenza molto debole e molto rimota da potersi produrre in atte. Né questa è dottrina mia, ma del maestro Aristotile; il qual volendo né suoi