Pagina:Compendio della poesia tragicomica.djvu/54

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396 della poesia tragicomica.

vi s’inducono se non persone private, con difetti degni di risa, scherzi, giuochi, intrighi di poco peso, di corto tempo, e d’esito giocondissimo. Tale ha il suo fine architettonico la commedia. Ma la tragedia, per lo contrario, richiama l’animo rilassato e vagante; ond’ella ha fini di gran lunga divrsi, amendue dimostratici nella Poetica d’Aristotele, ov’egli la diffinisce; in ciò molto più fortunata della commedia. L’uno è l’imitazione di qualche caso orribile e compassionevole, e questo è lo strumentale; e l’altro è la purgazione del terrore e della compassione, ch’è l’architettonico. La qual purga, come si faccia, è molto necessario d’intendere, chi vuol toccar con mano quel che si cerca. So che questo passo è uno de’ più difficili che abbia tutta l’arte poetica d’Aristotile, e però intendo di trattarlo con gran modestia verso coloro che sono stati de’ primi uomini del tempo loro, i quali, per mio credere, piuttosto l’hanno adombrato che dichiarato.