Pagina:Compendio della poesia tragicomica.djvu/63

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cosse e maggiori e le più gravi che possa avere chi altamente è nato; ma esso non le sente, anzi prega che quanto prima sia condotto fuori della città, lasciando il regno a Creonte, sì come a lui ricaduto per morte sua non naturale, ma civile; né altra cosa il tormenta che il parricidio e l'incesto; vedendosi in quelle colpe caduto tanto nefande, e da lui sì grandemente abborrite, che prima per la sua interna giustizia si sarebbe dato la morte, che volontariamente commetterle. Quest'orrore, questa infamia l'occupa tanto, che si scorda d'ogni altro danno; questo dolore l'accuora sì, che non sente la perdita né degli occhi né della patria né dello scettro reale, e parla delle sue pene interne, come se nell'esterno non sentisse dolore e perdita alcuna. Spettacolo che ci fa ravvedere delle nostre infermità, e a coloro che temono sì grandemente il morire fa chiaramente conoscere che l'umana natura ha cosa più terribile della morte, della