Pagina:Compendio della poesia tragicomica.djvu/64

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quale se si dee pur temere, di quella sola dell'animo dee temersi; poi che quella del corpo a paragon di lei diviene quasi insensibile. Il medesimo documento ci dà pur anche Sofocle nell'Aiace, tormentato sol dall'infamia, nella quale a lui pare d'esser caduto per la pazzia, che pure è morte dell'anima, che lo spinse a torsi la vita, non volendo vivere alla natura, essendo morto nell'onore. Lo stesso pur s'impara ancor nell'Antigone e nell'Efigenia, perciocchè, per lo bene adoprare ch'è la vita dell'anima, l'una nel seppellire il fratello, e l'altra nel procurare il ben pubblico, non curano nè il danno nè il pericolo della morte del corpo. E così discorrendo per tutte l'altre che sono buone tragedie, come che poche se ne veggan di tali, si troverà che 'l terrore purga di questo modo il terrore, avvenga che alcune più alcune meno, secondo ch'elle, o per la favola o per l'artificio del poeta, sono più e meno perfette. Ma qui potrebbe nascere un dubbio, il quale