Pagina:Compendio della poesia tragicomica.djvu/66

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mere che tanto è il dolor dell'animo, che chiunque si dà la morte non sente quello del corpo, e che la nostra umanità patisce cosa che più le preme ed è più spaventevole della morte: che finalmente la tragedia è una favola, e non ha per suo scopo d'insegnar la virtù, ma di purgare quelle due perturbazioni dell'animo, in quanto può una favola, che fanno ostacolo alla fortezza, che in tutti gli atti umani è tanto nobile e necessaria virtù.
Or passiamo all'altro affetto della compassione, la quale non è altro che dolore del male altrui: ma questo male può essere in due maniere, o del corpo, o dell'animo; onde nascon le due compassioni buona, e cattiva: perciocchè la buona è, quando noi ci attristiamo di chi s'affligge nell'animo perchè troppo si sia compiaciuto nel corpo; e la cattiva è, quando ci attristiamo di chi s'affligge nel corpo per aver pace con l'animo. E in ciò consiste la vera cognizione di questo affetto utilissimo, anzi pur ne-