Pagina:Continuazione e fine della Replica del dottor C. Cattaneo alla Risposta dell'ing Giovanni Milani.djvu/21

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366 REPLICA ALLA RISPOSTA

usi pure tutta quella fermezza ch’è compatibile col progresso dell’impresa. La soverchia cedevolezza altro non farebbe che animare i malevoli e rendere il loro esempio pericoloso. Pare che i regi Commissarj non siano per negarsi all’officio mediatorio indicato nella circolare, invitati come sono dalla Superiorità ad assistere con ogni loro potere il più rapido andamento d’una cosa di tanto publico interesse. Forse converrebbe far conoscere, che chi si presta immediatamente all’amichevole composizione, avrà un dato aumento sul compenso di stima, il quale verrà inflessibilmente detratto a tutti quelli che preferissero una via contenziosa. Converrà fors’anche far sentire, che la Società ha mezzi troppo giganteschi, da dover ristarsi dal far valere le sue ragioni nelle vie di legge, quando questo sia necessario a disanimare una irragionevole resistenza.

Colla più compiuta stima e considerazione

Firm. Il Presidente Porta.            Il Secret. Cattaneo.

Ebbene il sig. Milani, dissimulando affatto l’antecedente sua lettera 3 dicembre, scrive al § 155.° della Risposta: “Fu allora che il dott. Cattaneo, abusando della penna della Direzione di cui era il secretario, mi scagliò contro la sua prima lezione sotto la forma, a suo credere, di un motto arguto. Incominciò il foglio N. 47, inviatomi dalla Direzione in Verona, con un esordio ch’io non aveva minimamente promosso, e che non aveva alcun appicco negli atti antecedenti, ma che parevagli andar proprio a taglio per l’affare Colombani. Eccolo: Quanto alla scelta degl’ingegneri questa Sezione si rimette, ec.

In nome dell’onore e della verità, noi dimandiamo agli onesti fautori del sig. Milani, di volerci dire: in quali parole consiste codesto esordio di cui si lagna il sig. Milani? Non erano le prime parole della lettera del dottor C. Cattaneo, N. 47, una semplicissima e precisa risposta all’antecedente lettera del sig. Milani intorno all’accettazione degl’ingegneri praticanti? È vero o è falso, che non avessero alcun appicco negli atti antecedenti?

Il dott. C. Cattaneo non intende assolutamente di soggiacere per qualsiasi minima parte al biasimo d’aver introdutto in così grande e così nobile impresa il minimo