Pagina:Continuazione e fine della Replica del dottor C. Cattaneo alla Risposta dell'ing Giovanni Milani.djvu/23

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368 REPLICA ALLA RISPOSTA

l’uomo torbido, ingiusto, arrogante, dall’altro un contegno, che se può dirsi prudente nel secretario che presta la penna e la pazienza, è certamente debole e basso in coloro che sostenevano la male adatta parte di superiore.

Alla rispettabile Direzione ec.
Verona 2 gennajo 1838.

“La concordia tra la Direzione e me, si turba.

Al fatto del ponte, stampato senza dirmi nulla, all’appellativo d’ingegnere di dettagli, s’aggiunge ora l’esordio del foglio N. 47, direttomi da codesta Sezione lombarda. Quell’esordio nudato delle precauzioni oratorie è una disapprovazione del sistema da me fino ad ora seguito nella scelta degl’ingegneri, un’accusa di non aver sodisfatto al voto del paese, e di aver dato ádito alle censure degli oppositori.

Questo rompersi della nostra concordia mi par un segno di malaugurio: siamo tutti uomini, ed è impossibile checchè crediamo o facciamo, che le cose nostre dell’umor nostro non si risentano. Lo scrivere fa perder tempo ed inasprisce gli animi: si scrive sotto le impressioni del momento spesso sotto quelle delle più pungenti; e le parole risultano quasi sempre più amare degli uomini che le dettano. Domando quindi una conferenza a voce; ma la domando coll’intera Direzione, o con alcuni membri dalle due Sezioni delegati a rappresentarla e decidere.

Sarò a Venezia od a Milano, dove più si vuole, purchè s’abbia la compiacenza d’indicarmelo; e il più presto mi sembra il meglio.

Sono con distinta stima e rispetto. — Milani.


Perchè non rimanesse dubbio, che tutta questa tamburata era una gratuita ostilità contro il dott. Cattaneo, il Sig. Milani gli scriveva, sotto la stessa data del 2 gennajo, una lunga cicalata, che il lettore può vedere alla pag. xliv della sua Risposta, le due prime righe della quale bastano a provare l’animo suo:

Pregiatissimo amico: Nell’ultimo rapporto, N. 47, 29 dicembre, della Sezione lombarda, vi ho veduto non solo la penna vostra, ma vi ho anche letto, e chiaramente il pensier vostro; ec.

E perchè dunque il sig. ingegnere Milani si rivolgeva