Pagina:Costituzione dogmatica sulla fede cattolica 18 luglio 1870 (Pio IX).djvu/9

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tore del genere umano, Gesù Cristo, ha ricevuto le chiavi del Regno, fino a questo tempo e sempre ne’ suoi successori, i Vescovi della santa Romana Sede da lui fondata e consacrata col suo sangue, vive e presiede e giudica. Perlocchè chiunque succede in questa Cattedra a Pietro, questi, secondo l’istituzione dello stesso Cristo, tiene il primato di Pietro su tutta la Chiesa. Sta ferma adunque la disposizione della verità, e il beato Pietro, perseverando nella ricevuta fortezza della pietra non abbandonò il governo che si è preso della Chiesa. Per questa cagione fu sempre necessario che alla Romana Chiesa per la preminente sua principalità convenisse ogni chiesa, vale a dire tutti i fedeli che in ogni dove si trovano, affinchè tutti, come membra che pel capo si consociano, in quella Sede, da cui in tutti dimanano i diritti della veneranda comunione, si uniscano a formare un sol corpo.

Se alcuno adunque dirà non essere per istituzione dello stesso Cristo Signor nostro, ossia di diritto divino, che il beato Pietro ha perpetui successori nel primato su tutta la Chiesa, o che il Romano Pontefice non è il successore del beato Pietro nello stesso primato, sia anatema.


CAPO III.

Della forza e della natura del primato
del Romano Pontefice.

Per la qual cosa appoggiati alle manifeste testimonianze della Sacra Scrittura, ed aderendo agli aperti e chiari decreti sia dei nostri predecessori i Romani Pontefici, sia dei generali Concilii, rinnoviamo la definizione dell’ecumenico Concilio Fiorentino, per la quale si deve credere da tutti i fedeli di Cristo che la Santa Apostolica Sede ed il Romano Pontefice in tutto l’orbe tiene il Primato, e che lo stesso Romano Pontefice è successore del beato Pietro principe