Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/161

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capitolo primo 141


Per quanto era da noi, la nostr’ammirazione si è messa in guardia contra il fascino naturale di una tale grandezza: ci siamo costantemente astenuti dal sostituire lo scrittore alla storia, e d’impinguare questa istruttiva biografia di considerazioni filosofiche anche le più opportunamente tratte dal soggetto.

Preghiamo solo il lettore di non attribuire la nostra brevità solamente a difetto di spazio, e di tenere per certo, che, anche le asserzioni secondarie, i fatti accessori, i benchè menomi particolari usciti dalla nostra penna, sono invariabilmente l’espressione della più scrupolosa esattezza storica: non v’è un nome, un numero, una data, che non siano stati verificati scrupolosamente, e di cui non accettiamo la piena malleveria.

La quarta spedizione di Cristoforo Colombo è riuscita manco nota delle altre, quantunque fosse a’suoi occhi «la più nobile e la più vantaggiosa1: molti scrittori l’hanno perfino ignorata2.

Oggi, per ricomporre nella sua realtà il racconto di tal gigantesca impresa, lasciando stare la testimonianza degli storiografi reali di Spagna, ci gioveremo di quattro narrazioni contemporaneo, compilate dai testimoni e dagli attori principali di quel memorabile viaggio, l’ultimo che facesse Cristoforo Colombo: primieramente, la relazione dell’Ammiraglio, diretta in forma di lettera ai Re cattolici; poi la storia che scrisse don Fernando Colombo, aiutandosi ora della sua memoria, ed ora delle annotazioni di suo padre; in terzo luogo il riassunto dei drammatici incidenti di quella spedizione, esposto da Diego Mendez, virtuoso marinaro, in molta estimazione dell’Ammìraglio; e, finalmente le note e il giornale di un nemico di Colombo, il notaro reale, Diego de Porras.

Nessun’altra spedizione marittima a que’ giorni fornì tante

  1. “Bien que él sea el mas noble y provechoso.” — Cristoforo Colombo, Lettera ai Re Cattolici, datata dalla Giammaica il 7 luglio 1503.
  2. Più di dieci scrittori francesi che hanno parlato di Colombo per incidenza, perdendo di vista l’Ammiraglio dopo la sua scoperta della Terra-Ferma e la sua prigionia, ci sembrano ignorare assolutamente ilsuo quarto viaggio.