Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/185

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capitolo primo 165

malleveria, e dello scopo della sua spedizione sopravvivendo alla deficienza delle sue forze, lo indusse a costruire una piccola cabina sulla parte di dietro, in cui abitare, sicchè dal suo letto dirigeva la via1, e proseguiva a sostener quella lotta gigantescamente sproporzionata contro le forze di un cielo sempre velato e di un mare sconosciuto. Gli equipaggi dimandavano di riparare alla Giamaica od alla Spagnuola: qualunque altro l’avrebbe fatto, non aspettando neppure di esserne richiesto: ma nessuno sapeva meglio di Colombo affrontare gli ostacoli: rianimò le sue genti e aspettò il vento favorevole, che alla fine si levò2.

Allora in poche ore fu vista a mezzodì un’isola attorniata da isolotti: era Guanaja posta innanzi al golfo di Honduras. L’Ammiraglio comandò di riconoscerla. L’Adelantado fece incontanente armar due scialuppe, e scese a terra con un forte drappello: notò gran quantità di pini simili a quelli delle Antille, e alcune tracce d’incivilimento; peroochè si videro crogiuoli destinati a fondere il rame, particelle del quale parvero frammenti d’oro a’ marinai che di nascosto gl’involarono.

In quel mentre si vide arrivare una specie di galera veneziana, larga otto piedi e molto lunga, fabbricata di un solo pezzo. La camera, in forma di gondola, coperta di foglie di palma artisticamente intrecciate e impenetrabili alla pioggia, era piena di mercanzia, pezze di cotone, coperte, camiciuole, accette di rame, spade messicane, vasi di terra e mandorle di cacao. L’Adelantado serrò questa galera fra le due scialuppe, se ne impadronì senza provar la menoma resistenza, e condusse alla Capitana quelli che la montavano3. Erano in essa donne vestite di stoffa di cotone, di cui si coprivano con pudore , e venticinque uomini che portavano una larga cintura intorno alle reni. Non mostrarono alcuno spavento nel vedersi

  1. “Yo habia adolescido y llegado fartas veces á la muerte. De una camarilla, que yo mandé l’acer sobre cubierta, mandaba la via.” — Cuarto y ultimo viage de Colon.
  2. Il P. Charlevoix, Storia di san Domingo, t. 1, lib. IV, p. 237.
  3. Fernando Colombo, Vita dell’Ammiraglio, cap. lxxxix.