Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/190

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170 libro quarto

colpe, e si confessavano gli uni agli altri. Non ve ne fu neppur uno, grande o piccolo, che non si legasse con qualche voto particolare, o non promettesse di far qualche pellegrinaggio1. Fra’ servi dell’Ammiraglio alcuni si obbligarono ad abbracciare la vita monastica, se sfuggivano a quella morte imminente.

Queste scene di desolazione si ripeterono più volte tramezzo le minacce dell’Oceano.

Lo stesso Cristoforo Colombo confessa quanto era oppressivo quello stato di agonia: «Noi patimmo d’altre tempeste, ma nessuna è stata cotanto spaventevole, nessuna ha durato sì a lungo; dimodochè molti de’ miei, che erano tenuti in conto d’intrepidi, perdettero interamente il coraggio2.» Quanto a lui, ciò che l’opprimeva, era sopratutto vedere che aveva esposto il suo giovanetto figlio a que‘ patimentì, e sapere sulla più cattiva nave il suo fratello l’Adelantado, che repugnante s’era condotto a quel viaggio, ned aveva consentito ad accompagnarlo, che per arrendevolezza a’ suoi desiderii: rimproverava a se stesso la loro sciagura. Un’altra pena lo tribolava: pensava al suo primogenito don Diego, da lui lasciato in Ispagna, e che si troverebbe orfanello, e forse spogliato degli onori e dei diritti che gli spettavano pel suo maggiorasco. Per buona ventura, il giovane Fernando, anzi che opprimerlo col proprio dolore, prendevasi di lui ogni maggior cura e spiegava una fermezza superiore alla sua età. Colombo scriveva: «Nostro Signore gl’infuse coraggio tale ch’era lui che incoraggiava gli altri, e quando si trattava di porre le mani all’opera, operava come avesse navigato ottant’anni; ond’era la mia consolazione3

  1. Cristoforo Colombo. — “Y todos contritos y muchos con promesa de religion, y no ninguno sin otros votos y romerias. Muchas veces habian llegado á se confessar les unos à les otros.” — Lettera ai Re Cattolici, datata dalla Giammaica il 7 luglio 1503.
  2. “Otras tormentas se han visto, mas no durar tanto ni con tanto espanto. Muchos esmorecieron, harto y hartas veces que teniamos por esforzados.” — Cristoforo Colombo, ivi.
  3. “Nuestro Señor le dió tal esfuerzo que él avivaba á los olros, y en las obras hacia él, como si hubiera navegado ochenta años, y él me con-