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CAPITOLO QUARTO

Gl’indigeni attaccano il campo spagnuolo. — Coraggio dell’Adelantado e di Diego Mendez. — La scialuppa della Capitana è presa dagl’Indiani, che ne trucidano l’equipaggio — La violenza del mare impedisce all’Ammiraglio di soccorrerlo. — Afflizione estrema di Colombo — Visione e consolazione miracolosa. — L’Adelantado e la sua schiera raggiungono le Caravelle. — Partenza per la Spagnuola. — Le navi a mezzo sommerse sono spinte sulla Giamaica, ove si arenano volontariamente nella magnifica baia di Santa Gloria.

§ I.

Il 6 aprile, mentre l’Ammiraglio si apparecchiava alla partenza, sessanta uomini circa della piccola guarnigione erano andati colla scialuppa del Galiziano alle caravelle per dar gli ultimi saluti ai loro compagni. Colombo comandò di rinnovar l’acqua e di raccogliere legne. Il gran canotto della Capitana partì sotto gli ordini del capitano Diego tristan. Tre marinai, Pedro Rodriguez, Pietro Inaga, Gonzalo Rodriguez e due mozzi, Juan de Miranda e Alonzo, famiglio del piloto Juan Sanchez, tenevano i remi. Il mastro bottaio di Siviglia, Juan Noya, assistito dai due mastri impeciatori, Domenico Darana e Domenico il Biscaglino, dovevano empiere le botti, e provvedere ai casi impensati. Due altri marinai e il mastro cannoniere erano i soli armati. Mentre la scialuppa andava alla volta dell’imboccatura del fiume, che doveva risalire sin dove l’acqua sarebbe stata trovata potabile, i venti uomini rimasti coll’Adelantado si trovavano dispersi, gli uni sulla riva del fiume, gli altri con Diego Mendez in mezzo alle baracche.

Quibian profittando della momentanea diminuzione della guarnigione, fece circondare dagli Indiani il campo spagnuolo. Erano più di quattrocento, armati di frecce e clave. «Tutto ad un tratto levarono un alto grido, poi un altro, e in breve un terzo. Per buona ventura queste grida diedero ai Castigliani il tempo di armarsi L’attacco cominciò con un nugolo di frecce e di dardi