Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/300

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280 libro quarto

egli oggimai narrare i rapimenti che suscitavano in lui le maraviglie delle regioni sconosciute? Per chi vorrà intraprendere nuove scoperte? Chi lo seguirà ora col pensiero e gli saprà grado delle sue lontane fatiche? Chi verrà in suo aiuto per recare finalmente ad effetto lo scopo definitivo delle sue speranze, la redenzione della tomba del nostro Salvatore?

Quando egli ebbe compreso che la sua sciagura era compiuta, che la Regina era morta, Colombo sentì gelarglisi il cuore. La sua desolazione rimase muta come la tomba. Il suo dolore inesprimibile non cercò effusioni, e s’inabissò nel silenzio di uno strazio infinito. Solamente è noto che i suoi fisici patimenti si addoppiarono crudelmente. E, sempre così duro e laconico in ogni cosa risguardante la propria persona, confessa nella sua prima lettera al figlio, che la un grande sforzo nello scrivere in quel momento a «cagione del male spaventevole» che prova1.

In quel medesimo tempo, il più illustre guerriero della Spagna, Conzalvo di Cordova, aveva anch’esso l’anima traffitta dal dolore; le lagrime solcavano il volto del gran Capitano. Quella morte lo sprofondo in una indicibile afflizione2. L’elegante latini-


    della grandezza e della pietà, che alla nostra contemplazione tanto magnificamente espone il libro della Donna Cattolica. Il maestro degli oratori italiani, che altresì è il primo dei predicatori francesi, a cui emulo è solo il celebre domenicano Lacordaire, uomo unico nel suo genere, non ha guari sorprendente per la sua parola, ed ora non meno ammirabile pel suo silenzio, il reverendissimo Padre Ventura di Raulica, usando dell’autorità che gli appartiene, venne a chiarire l’alta superiorità della Regina Isabella sopra il suo sposo. Egli ha ridotto al suogiusto valore Ferdinando il Cattolico, spiegata la vera causa della sua rinomanza, e ci ha saputo indicare succintamente, con apprezzamenti pieni di profondità, il carattere di quel Re, che non fu grande se non con Isabella e per Isabella. Rimandiamo i nostri lettori per formarsi giusta idea della Regina Cattolica, alla grande opera la Donna Cattolica che fa continuazione alla Donna del Vangelo.

  1. Memoria scritta di mano dell’Ammiraglio per suo figlio Diego.
  2. “Nec multis inde diebus Regina. fate concessit, incredibili cum do-