Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/303

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capitolo ottavo 283

amico, e stato suo difensore nella celebre conferenza di Salamanca.

Nondimeno ciò che riesce ammirabile più ancora, della sua forza morale, e della sua pazienza in mezzo a tante prove, ella si è la sua generosità di carattere, e la perfezione evangelica della sua carità che gli fece prendere a proteggere i marinai che aveva ricondotti, una parte dei quali aveva pur attentato alla sua vita: non si limitò a perdonar loro: per provvederli dei mezzi di rientrare in patria, dovette spendere milledugento castigliani della somma da lui esatta a San Domingo. Giungendo a Siviglia, nella sua prima lettera, raccomandava vivamente alla sollecitudine dei Re questi uomini, la cui paga era scaduta, ed il bisogno appariva estremo. Alcuni giorni dopo ricordava da capo alla corte le loro necessità, la loro miseria. Il 28 novembre raccomandava a suo figlio Diego di parlare in favor loro1; e senza timore di essere importuno colla sua insistenza, il l.° dicembre ricominciava a scrivere in lor favore.

Siccome gli uffici, non ostante le doglianze de’ marinai e le istanze delle loro famiglie, non davano evasione al loro affare, nel punto ch’egli non poteva mandare che centocinquanta ducati a suo figlio, e gli raccomandava di usarne con parsimonia, faceva altresì, non ostante le sue strettezze, un’anticipazione a quegl’ingrati; e quando, stanchi di supplicare invano gli uffici sordi ai loro richiami, si decisero d’indirizzarsi al Re medesimo, egli diede loro una lettera per l’arcivescovo di Siviglia; incarico suo figlio, suo fratello l’Adelantado, e Alonzo di Carvajal di aiutare coi loro consigli quegl’infelici, quantunque fra loro ve ne avessero alcuni, diceva egli, piuttosto meritevoli di castighi, che di ricompense, lo che si riferiva ai ribelli2.

Nè qui si limitava la sua sollecitudine: si occupò a far levare

  1. “Que proveyeran á la paga desta gente pobre, que han pasado increiblcs trabajos, y les traido tan altas nuevas.” — En Sevilla á 28 de noviembre.
  2. “Y ansi es razon; bien que entrellos hay que mas merescian castigo que mercedes. Esto se diz por los alzados.” — Carta de don Cristobal Colon á su hijo don Diego, á 29 de diciembre de 1504.