Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/317

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capitolo ottavo 297

cesco Ximenes de Cisneros, cardinale, arcivescovo di Toledo: conservo un’ombra di speranza, perocchè di quando in quando Colombo si lasciava pigliare alle parole insidiose di Ferdinando: la sua rettitudine non poteva credere ad una dissimulazione sì lungamente condotta, nè ad un tanto dispregio de’ più sacri diritti.

Siccome la Regina era sopratutto quella che si trovava obbligata verso l’Ammiraglio, parve conveniente di sottomettere il suo richiamo ad un consiglio istituito per vegliare all’esecuzione delle intenzioni e degli obblighi testamentari dei Re di Spagna. Il Consiglio prese regolarmente a trattar l’affare; mise gran tempo ad esaminare le carte, a deliberare, ma non pronunziò alcuna decisione. Sarebbesi detto che non credesse l’affare di sua competenza. Un alto personaggio pareva segretamente rendere inutile e impossibile qualsivoglia decisione. A Segovia si faceva sentire il medesimo spirito ond’era animata la fazione di Siviglia.

In capo ad un certo tempo, l’Ammiraglio ottenne che quel consiglio ripigliasse la trattazione del suo affare; ma non fu per altro che per ricominciare le dilazioni. La corte era molto divisa nel suo parere sulla istanza di Colombo. Nella loro rettitudine, il cardinale Ximenes e l’arcivescovo di Siviglia non ammettevano che fosse possibile dispensarsi dal tenere a Colombo le promesse che gli erano state fatte. L’autorità di questi due eminenti prelati raccolse al loro avviso gli uomini tementi Dio: ma allato al Re i bassi cortigiani erano in maggioranza: per essi la ragione di Stato la vinceva sopra ogni considerazione privata di coscienza e di obbligo. L’interesse dello Stato, dicevano, si opponeva all’esecuzione del trattato del 17 aprile 1492, non ostante che fosse stato ratificato: la ricompensa dimandata era troppo superiore ai servigi resi: non conveniva fare così potente un privato, sopratutto uno straniero1. Il Consiglio a cui Colombo si era rivolto non pronunziò alcuna sentenza: evidentemente l’intervento segreto del Re era cagione di questo rifiuto di giudicare: ma Colombo, il quale non po-

  1. Il P. Charlevoix. Storia di San Domingo, lib. IV, in-4.