Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/361

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capitolo decimo 341

sui nuovi destini della Spagna, hanno tocco il cuore di questi uomini preoccupati; e li recarono a confessare che l’antichità avrebbe elevato templi a cotesto semi-Dio, che aveva scoperto il Nuovo Mondo: la verità li costrinse a confessare, che meritava una statua d’oro massiccio1 colui che aveva ampliato in quel modo le vie al Vangelo. Senza osare dichiarar la cosa apertamente, riconobbero così l’apostolato di Cristoforo Colombo.

Questo silenzio vergognoso, questa premeditazione degli scrittori a spegnimento d’una gloria immortale c’impone obbligo di esporre ciò ch’essi speravano nasconderci; di riconoscere autenticamente il carattere speciale di Colombo; di stabilire, una volta per sempre l’indole provvidenziale del suo mandato, e d’indicare i segni di favor celeste coi quali questo personaggio eccezionale si distinse dal rimanente degli uomini.


§ III.


La grandezza morale in Colombo non fu da meno dell’opera sua.

Intralasciando ciò che offre di sovrumano questa vita mirabile, consideriamone la missione provvidenziale. E per giudicar meglio Colombo uomo pubblico, facciamoci ad esaminare in lui primieramente l’uomo privato: penetriamo l’interiore della sua casa, e per breve istante torniamo a Genova, nel fondaco dello scardassiere del vicolo Mulcento.

L’amore de’ genitori forma pel fanciullo il primo de’ suoi doveri, e deve amarli avanti conoscere Dio; e Colombo amò teneramente i suoi genitori, e l’abbiam veduto sforzarsi di sollevare la loro povertà quando egli stesso era povero: sicurare contro il bisogno la. vecchiezza del padre prima di avventurare la propria vita nelle scoperte: mandò le primizie del suo buon suc-

  1. “Lo storiografo Oviedo scriveva dalla Hispaniola: Per avere recato la fede cattolica qui ove siamo e nelle Indie tutte dove, per la grazia di Nostro Signore, la religione cristiana cresce di giorno in giorno.” — Storia naturale e generale delle Indie, lib. VI, cap. viii.