Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/368

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348 libro quarto


3.° La posizione del banco di fuco ondeggiante nel bacino dell’Oceano Atlantico, ovile nettuniano, ove si riparano, si preparano e si formano le nazioni de’ pesci destinati alla nostra alimentazione.

4.° La direzione generale della corrente dei mari tropicali.

5.° Le cagioni geologiche della configurazione dell’Arcipelago delle Antille.:

6.° Il rigonfiamento equatoriale, implicante lo schiacciamento dei poli.

7.° L’equilibrio continentale del globo, da niuno dianzi supposto.

Ed ecco che oltre la sua scoperta del Nuovo Mondo, l’umanità va debitrice a Colombo di queste sette indicazioni, la menoma delle quali avrebbe illustrata tutta quanta un’accademia. Queste conquiste non erano il frutto della scienza acquistata, ma la ricompensa di un’assiduità congiunta ad una potenza di osservazione, che gli permetteva di paragonare e di cogliere la ragione dei fenomeni mondiali. Se non er’alforzato dalla scienza, come assicurano tutti i dotti di conserva con Humboldt, chi dunque gli rivelava i segreti di queste cause fin allora occulte alle perquisizioni umane!

Colombo non diede opera a scoperte nella quiete d’un gabinetto o d’un laboratorio, nè moltiplicando sperienze: le sue intuizioni furono sempre improvvise, sul campo stesso dell’osservazione. Diffettando di nozioni di fisica, egli recava nelle sue investigazioni un’assiduità sì grande, un desiderio così vivo di penetrare i naturali arcani, la fede lo aiutava per guisa a montar alto per coglier meglio l’ordinamento della creazione, e la relazione delle diverse leggi coll’unità cosmica del nostro pianeta, egli erasi per dir breve talmente addentrato nella contemplazione del Verbo, che doveva più facilmente di ogni altro cogliere gl’indizi pei quali si rivelano le leggi fondamentali dell’Universo. Non era la curiosità la sola spinta al suo genio; dimandava a Dio d’illuminarlo; lo supplicava di venire in suo aiuto, non per dispensarsi da veruna fatica dell’intelletto, a cui di sua natura l’uomo è obbligato, e quindi per conseguire senza sforzi la conoscenza delle cose, ma per aversi a guida, nella ri-