Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/412

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392 libro quarto

cando il prodigio del rinnovamento del legno, molti ne recidevano, valendosi di coltelli, un qualche pezzetto, ed ogni giorno venivano fatte nuove incisioni: quelle faldelle riposte in reliquiari, distribuivansi numerose per la Spagnuola, nelle colonie del Nuovo Mondo, perfino in Castiglia. «Dio fece, per mostrare che gradiva la pietà dei fedeli, ciò che aveva fatto per confondere il sacrilego attentato degl’Indiani: si ebbe un bel tagliar via pezzi della croce per molti anni consecutivi; essa non fu vista scemare per questo1».

Siffatta conservazion permanente, guarigioni in gran numero, ed affluenza continua alla Concezione diedero alla Vera Croce una immensa notorietà. Siccome l’umana debolezza si mostra ovunque son uomini, così pare che certi cherici, profittando della pietà dei fedeli, ricevevano numerose offerte destinate alla Vera Croce, ma non le applicavano secondo l’intenzione de’ pellegrini e de’ malati. Informato l’imperatore Carlo Quinto di tale abuso, comandò che il tesoriere del vescovo della Concezione provvedesse ad impiegare le somme offerte alla Santissima Croce secondo la indicata loro destinazione. Nel 1525, per onorare anch’egli la Santissima Croce, Carlo Quinto ordinò si levassero per quattro anni ventimila maravedis dall’ammontare delle ammende incassate a profitto della Camera regia, per contribuire ad ornare il luogo della Santissima Croce, adattandolo meglio in conformità al rispetto ed alla devozione ch’eranle dovute2.

Moltiplicandosi sempre più i miracoli operati dalla Vera Croce, e questa diventando ogni giorno più celebre, la Spagna fu tocca di prodigi così bene accertati: l’Imperatore ne scrisse al Santo Padre, pregandolo a voler autorizzare la divozione dei fedeli a questa Croce e concedere alcune indulgenze a quelli che a lei

  1. Il P. Charlevoix, Storia di San Domingo, t. I, lib. VI, p. 480.
  2. “Su majestad mandó que de lo de las penas applicadas á su camara, le diesse de lismona veinte mil maravedis, en cada años, por cuatro años, para ayuda á quo el lugar donde estava la Santissima Cruz, se tuviese con mas decencia y devocion.” — Herrera, Historia general de las Indias occidentales. Decada III, lib. VIII, cap. x.