Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/429

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capitolo undecimo 409

sue fallite speranze, aveva compilato contro il Vice-re una diatriba calunniosa; e temendo di essere imprigionato si era riparato in una chiesa donde non osava più uscire. Mastro Bernal e Camacho associarono lor odii. Gli uffici della marina assicuraronli della impunità; quindi poterono liberamente distillare il loro fiele a Siviglia, ov’era ben accetta ogni calunnia a’ danni di Colombo.

Protetti dalla bellezza della loro sorella, i due Porras vennero premiati del loro tentativo contra l’Ammiraglio: il primogenito, Francesco, diventò guardia del corpo1 con un salario di cinquantamila maravedis; il secondo fu promosso tesoriere a Mellila.

Il piloto ingrato, Pedro di Ledesma, ch’era guarito delle gravi ferite che gli aveva fatte l’Adelantado nella ribellione avvenuta sulla costa di Maimi, ripigliato il servigio, e tentato un nuovo viaggio alla terraferma, morì a Siviglia, assassinato in una lite notturna.

Imeno di Bribiesca, diventato pagator generale della marineria, e il più accreditato de’ cortigiani di Fonseca, la merce di lui conservò sino alla morte la sua carica.

Malgrado la promessa fatta da Ferdinando, al letto di morte della Regina, di punire esemplarmente Ovando, uccisore degli Indiani, assassino di Anacoana, ei sen rimase al governo delle Indie: l’oro che spediva al Re avevagli acquistato le sue buone grazie: sarebbe rimasto governatore perpetuo d’Ispaniola, se fidando troppo nel suo credito, non avesse osato contendere con don Juan di Fonseca. La sua deposizione seguì davvicino la collera del vescovo ordinator-generale. Nondimeno, protetto da Ferdinando, non solamente Ovando non soggiacque a castigo, ma rientrò onorevolmente in Spagna, capitanando la flotta che lo riconduceva; si gode il frutto delle sue esazioni, delle proprietà e degli schiavi che si er’attribuiti2; e ottenne dal Re una decisione che lo liberò dai richiami de’ suoi creditori.

  1. Egli figurava col titolo di Cantina del Rey, al nono interrogatorio delle inchieste del Fiscale il 21 marzo 1513. Allora aveva 59 anni e abitava in Siviglia.
  2. Don Diego Colombo ricevette ordine di vegliare a’ suoi interessi colla