Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/44

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24 libro terzo

sessantaquattro leghe marine. Egli attribuiva a questo rapido movimento, la dislocazione dell’isola della Trinità, la quale aveva dovuto dianzi far parte del continente; e lo stato attuale di numerose isole. In appoggio della sua opinione additava la configurazione generale delle isole del mar Caraiba; tutte orientate nel medesimo senso; tutte ad un modo allargantisi da ponente a levante, e dal nord-ovest al sud-est; per lo contrario restringentisi dal nord al sud-est, dov’era riconoiliabile la corrosione prodotta dalla corrente oceanica1.


§ III.


Durante questo viaggio in cui l’Ammiraglio aveva scoperto tante cose in sì breve tempo, dal primo al diciotto agosto, il suo ingegno si rivelò superiore alle sue scoperte, e vide infinitamente più coll’intelletto che collo sguardo. Ciò che abbracciò collo sguardo è un nulla a raffrontarlo colla ampiezza delle sue intuizioni. Quest’uomo, oppresso da’ patimenti, quasi cieco, ha veduto e osservato ogni cosa obbiettivamente e subbiettivamente; la terra, le sue produzioni, la sua verzura; l’aria, la sua qualità, le sue influenze, la sua temperatura, la sua freschezza. Così, dunque, com’egli pensava prima di partire, questo viaggio intrapreso in nome della Santissima Trinità non era riuscito meno importante della sua prima spedizione. Egli riedeva avendo fatto la pacifica conquista di tre grandi verità, di tre fatti cosmografici per sempre utili alle scienze:

L’esistenza del Nuovo Continente;

ll rigonfiamento equatoriale;

La gran corrente oceanica.

La minore di queste tre scoperte avrebbe assicurata l’immortalità di qualsia uomo. A siffate rivelazioni delle grandi leggi

  1. «Y por esto han comido tanta parte de la tierra porque por eso son acá tantas islàs, y ellas mismas hacen desto testimonio, porque todas á una mano son largas de Ponionte á Levante, etc....» — Tercer víage de Cristóbal Colon.