Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/48

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28 libro terzo

loro abbandono: le loro vesti, i loro utensili erano logori; e avendo solo un picciol numero di muratori e falegnami, non potevano fabbricare oggetti di prima necessità. L’umiliazione si aggiungeva alle privazioni ed alla noia. Gl’idalghi vanitosi e ciurmadori, e i cadetti venuti per raccoglier oro, indispettivano vedendosi acconciati come lazzeri, mal coperti di cenci d’ogni colore, e ridotti finalmente a vestire tessuti di scorza d’albero e di cotone fabbricati dagl’isolani. La loro irritazione si era convertita in odio. Di tutti i loro disinganni accagionavano l’Ammiraglio, quel cianciatore genovese e bigotto, che punto non si curava de’ nobili figli della Castiglia, e maledicevano i Re, perchè gli avevano posti sotto il governo di questo straniero. Attirati alla Spagnuola dall’attrattiva dell’oro, la loro speranza era svanita, non ostante la scoperta delle ricche miniere d’Hayna, perché l’Adelantado non permetteva loro di lavorarvi.

Questo divieto di lavorar nelle miniere, mentre l’Ammiraglio metteva sì grande ardore a scoprirne, merita di essere spiegato.

Vedendo Cristoforo Colombo che gl’ingordi oziosi e infingardi, da cui fu seguito nel suo secondo viaggio, erano corsi tutti alla Spagnuola come sopra una preda, che vi tiranneggiavano gl’Indiani, rubando loro il poco oro che avevano, e violando tutte le leggi del Cristianesimo e dell’umanità, ripugnò di averli cooperatori, e che mani impure fossero per contaminare quell’oro che voleva offrire a Gesù Cristo, e con cui sperava un giorno di riscattare il suo sepolcro. Egli desiderava che braccia innocenti cavassero dalle viscere della terra quel puro omaggio della fede. Come nell’antica legge, per la costruzione del Tabernacolo e degli ornamenti del gran sacerdote, dovevano essere scelti operai animati dallo spirito della sapienza1, così il rivelatore del globo voleva che solamente veri cristiani conseguissero l’onore di cooperare a quell’atto di pietà cattolica.

Anche prima dell’arrivo degli Europei, gl’indigeni attribuivano all’oro un certo valore; viaggiavano per procurarsene; lo compravano col mezzo di scambi, e adempievano certe cerimonie superstizioso per iscoprire i luoghi ove si trovava in mag-

  1. Exodi, cap. xxxv, v. 51, 55.