Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume I (1857).djvu/385

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capitolo quinto 377

tamente i detrattori futuri della gloria dell’ammiraglio. La sua preziosa testimonianza stabilisce, sin dal 16 agosto 1494, che l’idea, lo scopo e il piano della scoperta furono il frutto di un’ispirazione spontanea, maturata dallo studio, non già la esecuzione pratica di una meditazione straniera, e l’attuazione di un odioso plagio, come pretesero poscia i calunniatori.

La Regina dice: «e in tutto questo una delle principali soddisfazioni che noi gustiamo ella si è di sentire che questa impresa è stata concepita, divulgata ed eseguita dal vostro genio, dall’abilità vostra, dalle vostre fatiche. Pare a noi che tutto quello che, sin dalle prime proposte, voi ci avete detto che sarebbe avvenuto, si è nella maggior parte effettuato, così precisamente come se aveste veduto l’adempimento di ogni cosa prima di narrarcela.»

Isabella esprimeva a Colombo con qual piacere rileggeva le sue lettere, gli parlava della sua gratitudine per tali servigi, e del suo desiderio di contraccambiarli degnamente. Mentre lo ringraziava delle particolarità a lei scritte, mostrava desiderarne di più diffuse su quelle regioni di fresco aggiunte ai dominii della sua corona. Viva curiosità delle naturali cose, stimolata dal suo amore per le opere di Dio spingevala ad informarsi del numero, dell’estensione, della distanza rispettiva di quell’isole e dei nomi loro primitivi: la Regina domandava quali ne fossero le produzioni e la temperatura; perocchè correvano dispareri risguardo ai climi di quelle nuove contrade: si trascorreva perfino a pretendere che vi regnassero ogni anno due inverni e due primavere. Isabella si augurava di potere, trasportata in un baleno sotto que’ cieli luminosi, contemplarvi le magnificenze equinoziali, ammirare le splendide bellezze di quella natura cosi ricca da creare sofferenze a forza di lusso. Non potendo spingersi alla contemplazion materiale di quelle scene imponenti, voleva, almeno, che gliene fossero spediti i vegetabili, gli animali, sopra tutto gli uccelli; perocchè diceva ella con grazia fanciullesca, «vorremmo vederli tutti.» Comprendiamo come il fervente adoratore del Verbo, il contemplatore trascendente della creazione trepidasse di una tenera gioia all’espressione di questa comunanza di simpatia e di ammirazion religiosa: si