Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume I (1857).djvu/428

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420 libro secondo

in relazion personale col vice-re delle Indie, se l’ingegnosa Isabella non gliene avesse graziosamente dato l’ordine, sotto le apparenze di un desiderio: avendo riconosciuto il parentado di quelle due intelligenze, piacquesi di servir loro di legame.

Il lettore ricorderà che al tempo delle pretese del Portogallo contro la linea di demarcazione papale, il gran cardinale di Spagna aveva stimolato il gioielliere, Jaime Ferrer di andare a Barcellona colle sue carte, e cogli strumenti di matematica. Più di un anno dopo, nonostante il trattato di Tordesillas, non essendo terminata la contesa, il gioielliere scrisse, il 27 gennaio 1495 alla Regina, per comunicarle il suo parere relativamente ai mezzi geografici di comporre la controversia. La Regina rispose da Madrid all’illustre Jaime Ferrer ringraziandolo della sua lettera, ch’ella considerava come un servigio reso allo Stato, e invitandolo di andare alla corte nel seguente maggio.

Nella sua lettera alla Regina, il gioielliere di Burgos aveva detto, parlando di Cristoforo Colombo: «Io credo che ne’ suoi alti e misteriosi disegni, la divina Provvidenza lo elesse suo mandatario per quest’opera, che pare a me non sia altro che una introduzione e un apparecchio alle cose che questa medesima divina Provvidenza si riserva di scoprirci per sua gloria, e per la salute e felicita del mondo.»

Il gioielliere di Burgos ricevette dalla Regina l’accoglienza di cui era degno. Sembra che allora gli sia stata da Isabella conceduta la nobiltà: fu anche onorificamente addetto quale scudiere scalco alla casa del principe reale, don Juan. Quando don Jaime Ferrer ebbe avuto l’onore di sviluppare a viva voce le sue idee alla Regina, Isabella lo consigliò di sottoporle al grande ammiraglio dell’Oceano; e pertanto da Burgos, il 5 agosto 1495, don .Iaime Ferrer prese a scrivergli.

Penetrato di rispetto pel carattere di Cristoforo Colombo, non gl’indirizzò la sua comunicazione ne’ termini ordinari di un carteggio amministrativo, come avrebbe fatto con qualunque altro vice-re delle Indie: scrissegli come al rivelatore del globo, con un sentimento di rispettosa sommissione, e libertà cristiana.

Questa lettera, che c’incresce di non poter riprodurre per in-