Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume I (1857).djvu/436

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428 libro secondo

moltodeboli, e affatto secondarie, se pur non sono puerili, rapporto alla grandezza d’anima dell’ammiraglio: non possiamo ammettere che abbiano potuto far esitare un carattere così superiore ai capricci dell’opinione; sicuramente, esse non avrebbero arrestato nè un cuore ingordo di ricchezze, nè uno spirito abituato, come il suo, a frangere gli ostacoli. La potenza della sua vocazione può sola dar ragione del suo sublime rifiuto.

Continuando a provvedere al governo delle Indie ed allo sviluppo della colonia, la Regina prescrisse, il 6 maggio, di esonerare da ogni imposizione i carichi destinati al Nuovo Mondo che di là venivano spediti, e alla Spagna. Il 9 maggio ordinò ai pagatori generali di rimborsare all’ammiraglio quanto aveva anticipato. L’interesse della Regina per Colombo si appalesava nella sua ordinanza reale del 2 giugno, colla quale ordinava che non fosse consentita licenza od autorizzazione che potesse ledere i diritti e privilegi dell’ammiraglio. Il dì stesso concedettegli diversi favori relativi ai diritti dell’ottavo e del decimo. Il 19 giugno, trasmisegli istruzioni per la buona amministrazione e tutela delle Indie.

Ma queste istruzioni, in cui comprendesi l’idea fondamentale della scoperta, e il pensiero eminentemente cristiano d’Isabella, erano date indarno. L’ammiraglio non aveva nè soldatesche, ne coloni, nè equipaggio che chiedesse di andare nelle Indie. Nonostante l’allettativa della paga reale, e le speranze dell’oro, niuno si presentava per arruolarsi. Un testimonio di veduta ci spiega il motivo di quella unanime ripugnanza: «perchè quelli ch’erano partiti coll’ammiraglio se ne tornavano malati, afiranti, e di sì cattivo colore che parevano più morti che vivi, i paesi delle Indie furono sì fattamente screditati che non si trovava chi vi volesse andare.» Questo testimonio, allora paggio del re Ferdinando, aggiunge schiettamente: «poichè, a dir vero, io ho veduto diversi di quelli che sono tornati in Castiglia, così logori, che credo, che, se il Re m’avesse dato le sue Indie per essere quello che essi erano, io non avrei accettato il cambio.»

In tal estremità, a motivo delle preoccupazioni che i nemici dell’ammiraglio avevano Sparso contra le Indie, fu mestieri