Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume I (1857).djvu/441

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capitolo nono 433

trionfo sull’errore e sull’incredulità: indi esprime sicura speranza che in breve i diritti che gli sono stati concessi su quelle isole e terra-ferma frutteranno ragguardevoli prodotti: epperciò fonda un maggiorasco.

Ma questo maggiorasco, questo atto solenne e testamentario, i cui effetti saranno il compimento della sua gloria e la ricompensa durevole delle sue fatiche nella persona de’ suoi figli, prima di fondarlo, di porne le condizioni e i carichi, anzi prima di enunziarlo, ei lo colloca, qual è ancora nel suo pensiero, sotto la protezione personale del Capo della Chiesa. Siccome ha lavorato per la gloria di Gesù Cristo, e preparato un grande accrescimento alla Cristianità, così affida il rispetto dei diritti che crea, e l’integrità della sua fondazione alla vigilanza ed all’autorità del Sommo Pontefice; avvegnacchè quel maggiorasco è istituito «pel servigio di Dio Onnipotente.»

L’istituzione di un maggiorasco non è sovente che la consacrazione dell’orgoglio, e delle compiacenze paterne per una vanitosa posterità: qui l’umiltà cristiana e il sincero attaccamento alla Chiesa traboccano per tutto.

Colombo istituisce erede il suo primogenito, don Diego; e dopo di lui il primogenito de’suoi figli, dovendo la sua successione trasmettersi per diritto di primogenitura: impone a’ suoi eredi di non firmarsi che col semplice titolo di ammiraglio, senza notare alcun’altra dignità. Il possessore del maggiorasco dovrà firmare colla formula dello stesso Colombo. Ora, questa formola, composta d’iniziali, era una preghiera: perocchè, sempre alla presenza di Dio, principiando a scrivere faceva una Croce, e firmando, esprimeva una preghiera sotto forma di sottoscrizione. Ecco come egli si firmava. S. S. A. S. X. M. J. Xpo Ferens; le quali iniziali significavano: Servus Supplex Altissimi Salvatoris. = Christus, Maria, Joseph. = Christo Ferens.

Egli obbliga il possessore del maggiorasco, «in commemorazione del Dio eterno e onnipotente,» a pagare ai poveri la decima delle sue entrate. Fra questi poveri, l’erede dovrà comprendere primieramente, e di preferenza, le persone necessitose della famiglia dell’ammiraglio. In quell’atto solenne, Colombo

Roselly, Crist. Colombo, T. I. 28