Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume I (1857).djvu/203

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capitolo settimo 195

bri; notando una distanza di convenzione per l’equipaggio, e conservando la vera cifra per sè: temeva che i suoi ufficiali si, avvilissero s’egl’indicava un tragitto troppo lungo; e la sua previsione non fallì.

Tre giorni e notti continuò a navigare al sud-ovest, correggendo frequentemente l’errore dei timonieri, la cui mano paurosa esitava a mantenere il timone in una direzione così apertamente opposta all’Europa. Sotto un vento propizio, egli misurava le mobili pianure di quegli spazi formidabili, e si allontanava sempre più dal vecchio mondo. Avanzando così verso le terre sconosciute, quanta era la gioia e la fidanza che ne provava, altrettanto più forte manifestavasi l’amarezza e la desolazione degli equipaggi.

Tuttavia, a poco a poco, mentre si correva verso l’ovest, cominciava ad appalesarsi una notevole differenza nello splendore del giorno, nell’aspetto delle cose lontane, nel colore delle acque. Anche i cieli parevano mutare. Le costellazioni familiari a’ marinai sembravano allontanarsi, abbassarsi all’orizzonte e scomparire. Perfino la regolarità. della bussola discostavasi dalle sue leggi invariabili.

Il 13 di settembre Colombo andò sottoposto ad una dura prova. Il suo attento sguardo sorprese il primo indizio della variazione magnetica. Questa fu la prima volta al mondo che venne fatta una simile osservazione.

Colombo vide che sull’entrar della notte l’ago calamitato, invece di dirigersi verso la stella polare, andava al nord-ovest, e che al primo albeggiare della dimane, l’allontanamento cresceva: così la sua unica guida, la bussola, la cui sola infallibilità assecurava ancora i piloti, cominciava a tradirlo, e cessava di prestargli l’appoggio della scienza. L’Ammiraglio si guardo bene dal comunicare questa spaventevole scoperta agli ufficiali della spedizione, le cui fronti già stavano accigliate.

ll venerdì un presagio felice per menti volgari ravvivò la speranza de’ marinai. L’equipaggio della Nina vide una rondinella di mare, primo uccello che si fosse veduto dopo Gomera. Alla sera del dimani una meteora in forma di ramoscello igneo, un bolide magnifico parve cader dal cielo, ad una distanza di circa