Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume I (1857).djvu/207

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capitolo settimo 199

ciarono la germinazione e la vita, si manifesta altresì nella rilucenza delle sue mollecole. L’augusta incubazione dello Spirito, che al principio era portato sulle acque, e la grazia del Verbo, da cui è stata fatta ogni cosa, splendono ’sovranamente nell’ampiezza dei mari.

Dacchè il mondo fu creato queste maraviglie si rivelavano ai soli sguardi degli Spiriti Celesti: per gli abitatori di questo globo rimanevano come se non fossero. La poesia di questi fenomeni, e l’ampiezza di queste oceaniche armonie erano peranco ignote. Finalmente, sì manifestarono agli occhi dell’ uomo. Per la prima volta, l’intelligenza umana spazio per queste latitudini, sino allora dominio esclusivo di cetacei giganteschi ed altri mostri di mare: colui che la Provvidenza piacquesi eleggere per iscovrirle era la più alta personificazione dell’intuizione e dell’amore del Creatore.

La sacra effigie del Redentore, rappresentata sullo stendardo della spedizione, che il vento faceva sventolare in cima all’albero maestro, pareva, scongiurando le forze brutali dell’aria, santificare gli elementi, nell’atto che traversava sotto i raggi del sole le zone luminose, e che fendeva lungo la notte le onde fosforoscenti. Ogni sera, canti alla gloria di Maria, stella del mare, erano gettati ai venti dell’Atlantico. Sotto gli auspicii del Verbo, il suo fervoroso contemplatore pigliava, in nome della fede, possesso dell’immensità. L’Altissimo gli aveva conceduto l’onore di penetrare per primo lo spazio, ove non erano mai giunti l’occhio e lo sguardo de’ mortali.

Entrando in cosiffatte regioni del mar tenebroso, oggetto di tanto spavento, allora avviluppate del mistero ch’egli doveva chiarire, Cristoforo Colombo, stimolato da una nobile curiosità, desiderava, secondo la sua espressione, «di conoscere i segreti di quel mondo;» il suo sguardo s’immergeva infaticabile nel mare trasparente, innondato di quello splendor tropicale, che traversa le sommità spumose, passa sotto la base delle lamine, e penetra nel loro seno a grandi profondità. Egli procurava di cogliere il carattere della vegetazione oceanica delle foreste sotto marine, che tappezzano il fondo delle regioni concave, inaccessibili allo scandaglio: qual rivestimento aveva Egli dato il