Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume I (1857).djvu/313

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capitolo undecimo 305

permettendogli aggiungere al suo stemma le armi reali di Castiglia e di Leone.

ll favore che godeva era tale, che spesso si vedeva il re passeggiare a cavallo, avendo alla sua destra il principe ereditario, ed alla sinistra l’ammiraglio dell’Oceano, onore di cui non si era mai dato esempio. In quel momento Ferdinando traeva vanità da Colombo, diventato oggetto dell’ammirazione entusiasta del popolo, e dell’invidia de’ grandi.

Dopo i Monarchi, il primo Spagnuolo che rendette grandi onori a Cristoforo Colombo fu un principe della Chiesa, il gran cardinale di Spagna, Mendozza.

Ad onorar Colombo, diede un sontuoso banchetto, gli assegnò il posto d’onore, lo fe’ servire sotto d’un baldacchino come un sovrano a piatti coperti, e secondo l’etichetta reale facendo saggiare dinanzi a lui ogni vivanda che gli veniva presentata, e trattandolo in ogni cosa secondo il suo titolo di vice-re. Questo banchetto aprì la serie delle feste e degl’inviti che fecergli i più gran personaggi di Spagna, e diventò la regola dell’etichetta, che quindi innanzi fu osservata con lui.

A questo solenne banchetto piacque riferir l’aneddoto dell’uovo; racconto miserabile, a cui, nondimeno, la memoria di Colombo andò forse debitrice della sua maggior popolarità in Europa.

Fu detto, che, avendogli uno de’ convitati dimandato se credeva che nessuno, tranne lui, avrebbe potuto scoprire le Indie, l’ammiraglio, in risposta, si fe’ recare un uovo, e propose all’interrogatore di farlo stare in piedi sulla tavola. Uno dopo l’altro gl’invitati tentarono la cosa inutilmente: allora Colombo prese l’uovo, e schiacciandone alquanto uno de’ capi lo fe’ stare in piedi. Tal è in sostanza il fatto raccontato. Washington Irving non ha temuto spacciarlo per vero: per sopravanzarlo, Lamartine dice che tal celia avvenne alla mensa stessa del re Ferdinando.

Noi non getterem tempo a dimostrare l’assurdità di siffatta baia; essa non prova, o non ispiega nulla: nè se ne potrebbe indurre alcuna conseguenza: non è una risposta e neppure

Roselly, Crist. Colombo, T. I. 20