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XIII - DISCORSO DI CLINIA 59

necessario introdurre tra li medesimi delle nuove divisioni, le quali, mentre favorivano il piú profondo esame di ciascuno, impedivano la confusione di tutti. L’ordine, che tu osservi nella disposizione di questi volumi, dipende dalla divisione che si è seguita nelle idee che essi contengono.

Ne’ primi tempi, gli uomini ancora selvaggi ed indolenti, quali son sempre i selvaggi, non osservarono altro che i grandissimi fenomeni della natura. Il primo sentimento, che li mosse ad osservare, fu il timore. Ricercarono la cagione di ciò che temevano, e credettero ritrovarla nella idea sublimemente tenebrosa di un ente indefinitamente forte, che lo stesso timore avea fatto immaginare. Il timore fece nascere la religione, e tutte le scienze in origine non furono che religione. Si cercava la cagione del fulmine? Era negl’iddíi, perché la loro idea era la prima che gli uomini avessero immaginata. Si ricercava la ragione di un dovere? Dovea ritrovarsi negl’iddíi, perché non aveano ancora immaginata un’altra idea. Gli uomini non conoscevano ancora altra cagione universale, la quale potesse esser nesso di tutte le cose. Quindi, per i primi popoli, i sapienti non eran altri che gli stessi sacerdoti: la scienza della natura non era che la scienza degli augúri, cioè della volontá degl’ iddii; la scienza dell’uomo non era che la scienza de’ sacrifici e delle espiazioni, cioè de’ modi di propiziarsi la volontá di quegl’iddii che il popolo temeva1.

Col tempo, si è scoperto che tra noi e la divinitá esiste una catena immensa di esseri, dei quali l’uno dipende dall’altro; e, prima di arrivare all’ultimo anello, è necessitá conoscere i rapporti di tutti gli altri che sono di mezzo, e la varia natura de’ quali forma leggi inalterabili tanto per quelli che ne dipendono quanto per gli altri da’ quali dipendono essi stessi. Pindaro diceva che la legge siede regina de’mortali e degl’immortali. Rimane però tuttavia una scienza di divinazione, perché è quella sulla quale le menti di tutt’i popoli eran modellate, e perché, essendo impossibile che i filosofi conoscano tutti gli

  1. VICO, Scienza nuova.