Pagina:Cuoco - Saggio storico sulla rivoluzione napoletana del 1799, Laterza, 1913.djvu/222

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212 saggio storico

contribuito e l’ostinazione della corte di Napoli ed il cangiamento avvenuto nella Francia.

Per effetto della prima gli stessi errori han confermata ed accresciuta la debolezza del Regno: nell’interno lo stesso languor di amministrazione, la stessa negligenza nella milizia, la stessa inconseguenza ne’ piani, diffidenza tra il governo e la nazione, animositá, spirito di partito piú che ragione; nell’esterno la stessa debolezza, la stessa audacia nelle speranze e timiditá nelle imprese, la stessa malafede: non si è saputo né evitar la guerra né condurla; si è suscitata, e si è rimasto perdente.

Per effetto del secondo, nella Francia gli ordini pubblici sono divenuti piú regolari: i diversi poteri piú concordi tra loro: il massimo tra essi piú stabile, piú sicuro; perciò meno intento a vincer gli altri che a dirigerli tutti al bene della patria: le idee si sono messe al livello con quelle di tutte le altre nazioni dell’Europa; perciò minore esagerazione nelle promesse, animositá minore ne’ partiti, facilitá maggiore dopo la vittoria di stabilire presso gli altri popoli un nuovo ordine di cose: il potere piú concentrato; onde meno disordine e piú concerto nelle operazioni de’ comandanti militari, abuso minore nell’esercizio de’ poteri inferiori, maggiore prudenza, perché comune a tutti e dipendente dalla stessa natura comune degli ordini e non dalla natura particolare degl’individui: al sistema di democratizzazione sostituito quello di federazione, il quale assicura la pace, che è sempre per i popoli il maggiore de’ beni; e che finalmente ha procurati all’Italia tutti que’ vantaggi che non poteva avere col sistema precedente, secondo il quale si voleva amica e si temeva rivale; onde, non formando mai in essa uno Stato forte ed indipendente, andava a distruggersi interamente: e finalmente, oltre tutti questi beni, il dono grandissimo di un re che tutta l’Europa venerava per la sua mente e pel suo cuore.

Me felice, se la lettura di questo libro potrá convincere un solo de’ miei lettori che lo spirito di partito nel cittadino è un delitto, nel governo una stoltezza; che la sorte degli Stati dipende da leggi certe, immutabili, eterne, e che queste leggi impongono ai cittadini l’amor della patria, ai governi la giustizia