Pagina:Cuoco - Saggio storico sulla rivoluzione napoletana del 1799, Laterza, 1913.djvu/257

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frammento terzo 247


In Francia si volle stabilire per massima costituzionale l’insurrezione. Ma, senza quelle circostanze che l’accompagnavano e che la dirigevano in Creta, essa non avrebbe potuto produrre altro che la guerra civile. Per buona sorte della Francia questa massima fu guillottinata con Robespierre. I francesi aveano fondata la loro costituzione sopra princípi troppo astrusi, dai quali il popolo non può discendere alle cose sensibili se non per mezzo di un sillogismo; e quando siamo a sillogismo, allora non vi è piú uniformitá di opinioni e non si potrá sperare regolaritá di operazioni. Il popolo vede i fatti ed abusa dei princípi. Filangieri accusa i romani di uno smoderato amore di particolarizzare, che essi mostrano in tutte le loro leggi; e non si avvede che su di esso era fondata la loro libertá. La costituzione romana era sensibile, viva, parlante. Un romano si avvedeva di ogni infrazione dei suoi diritti, come un inglese si avvede delle infrazioni della Gran carta. Invece di questa, immagina per poco che gl’inglesi avessero avuto la Dichiarazione dei diritti dell’ uomo e del cittadino: essi allora non avrebbero avuto la bussola che loro ha servito di guida in tutte le loro rivoluzioni. I romani eccedettero nella smania di voler particolarizzar tutto, per cui negli ultimi tempi formarono dei loro diritti un peso di molti cameli. Ma, mentre conosciamo i loro errori, evitiamo anche gli eccessi contrari, e teniamoci quanto meno possiamo lontani dai sensi. Se la moltiplicitá dei dettagli forma un bosco troppo folto, nel quale si smarrisce il sentiero, i princípi troppo sublimi e troppo universali rassomigliano le cime altissime dei monti, donde piú non si riconoscono gli oggetti sottoposti.

Dopo che avrete divisi i poteri, assodata la base della costituzione e fortificata la legge coll’opinione e colle solennitá esterne, per frenare la forza vi resta ancora a dividere gl’interessi. Fate che il potere di uno non si possa estendere senza offendere il potere di un altro; non fate che tutt’i poteri si ottenghino e si conservino nello stesso modo; talune magistrature perpetue, talune elezioni a sorte, talune promozioni fatte dalla legge, cosicché un uomo, che siasi ben condotto in una carica, sia sicuro di ottenerne una migliore senza aver bisogno del favor