Pagina:Cuore infermo.djvu/71

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Parte seconda 71

— Tu credi?

— Tanto ci credo, bella mia, che ho portato via Alessandro. Non si sa mai! Noi altre mogli siamo senz’armi contro certe seduzioni...

— Ma questa D’Aragona si diletta d’innamorare uomini? Sandro ci va?

— No; pare che ella non sia civetta e che non prenda gusto ad essere corteggiata. Con tutto questo, Sandro non ci va: comprende che me ne dorrebbe. Sappiti così serbare Marcello tuo.

— Oh! questo è altro — rispose Beatrice, corrugando lievemente le sopracciglia.

— Lo sappiamo, lo sappiamo, carina. Siete una coppia stupenda per bellezza, per nobiltà, per ricchezza, ma sovratutto per amore. A Napoli non si dice altro. Molte fanciulle e molte spose t’invidiano.

— Me ne duole per esse.

— Sì, cara: perchè al postutto, malgrado i nostri fumi aristocratici, la boria, il lusso, la vita sfrenata, anche noi altre siamo costrette a confessare, come la più piccola borghese, che nella vita c’è una cosa sola....

— Ed è?

— L’amore, cara. Il vero, il buono.

— Infatti — rispose Beatrice, raggiustando una piega dell’abito.

— Ed ora che te ne ho dette parecchie di Napoli — riprese Fanny, che non poteva stare un minuto in silenzio — tocca a te a parlare.

— Di che cosa?

— Come, di che cosa? Ma di te, ma di Marcello, della tua luna di miele, della tua felicità, dei tuoi divertimenti! Sono qui tutta orecchi, cara, e tra noi altre — mi metto anch’io fra le sposine — ci si può dire tutto: so di che si tratta.