Pagina:Cuore infermo.djvu/75

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Parte seconda 75

— La duchessa che ne dice?

— La duchessa? Nulla. Le riesce indifferente.

— È curiosa. Per lo più le signore amano molto Parigi. Dicono che Argentina Toraldo abbia sposato Massimo Spinosa, solo per venirci.

— Bel matrimonio!

— Bah! caro amico, i matrimoni di convenienza seguono le stesse probabilità dei matrimoni di amore. Sono felici e infelici come gli altri. In ultimo ci si consola di ambedue.

— Che ne fai tu delle tue teorie?

— Io? Niente. Rimangono teorie. La pratica è un altro affare.

— Tanto meglio.

E dopo una pausa, quasi esprimesse una aspirazione molto lontana, ma molto viva, Marcello riprese:

— Sì, è vero, tornerei molto volentieri a Napoli.

Aldemoresco lo guardò un poco e scosse il capo. Ora si accorgeva che Marcello Sangiorgio era cangiato in volto. Dal giorno del matrimonio aveva serbato un sorriso vagante, distratto, che gli piegava in una ruga sottile l’angolo delle labbra; l’incertezza dello sguardo, ora vivido di luce, ora vitreo, era cresciuta. Parlava brevemente, a scatti.

— Marcello ha qualche cosa — pensò Alessandro, che sicuramente non era un profondo osservatore. Ma col buonsenso che suppliva in lui alla mancanza della finezza, aggiunse a se stesso:

— Ha qualche cosa, ma non me lo dirà. Meglio distrarlo.

— Infatti — disse ad alta voce, come se non avesse dato gran peso alle parole di Marcello — laggiù non si sta male.

— Vedi, non me ne spiego il perchè, ma penso che ci starei meglio di qui.