Pagina:D'Annunzio - Laudi, I.djvu/183

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DELLA TERRA E DEGLI EROI

fu più forte. Siro, nutrice
4319di cordari e di calafati,
tra pescatori di spugne
e conciatori di pelli
artiera di vele e d’ormeggi,
bianca a piè di fulve montagne,
odor di fasciame unto a caldo
con pégola sevo e cerussa,
4326cara ai marinai dell’Egeo!

Ah belle da presso le Cicladi
intorno a Delo corona
gemmante, scolpite con arte
come calcedònie e iacinti.
Belle più anco di lungi;
ché di lungi assemprano un coro
4333d’aulètridi alto sull’acque,
un coro d’aulètridi ionie
dai lunghi chitóni cadenti
su l’unghia del pollice, nude
però le gole venate
di cìano, dorate dal sole
attraverso la pelle e le vene
4340insino ai precordii, dorate
insino alla conca segreta
del pube. E il miel delle vigne
famose indolcisce ogni punta
delle lor mammelle protese.
E la melodìa de’ lor flauti
rallenta il venir della Notte,


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