Pagina:D'Annunzio - Laudi, I.djvu/319

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DELLA TERRA E DEGLI EROI

col cipresso del Palatino
col gattice d’Arno col salce
lombardo con le viole
8197liguri con le pestàne
rose con le sicule palme,
con tutte le nobili frondi
e con tutti i fiori soavi
dei campi espèrii ghirlande
di gloria ti sieno tessute
dalla giovinezza robusta,
8204perché tu solo, mentre in ogni
capo di strada era alzato
letto fornicario o pur banco
di baratto o pur falso altare
ad officii di vituperio,
tu sol ci serbasti nell’ampio
tuo petto il fuoco di Roma
8211per la terza vita d’Italia.

O padre, verrà quel gran giorno
che ci promise il tuo canto!
Ad ogni alba gli Archi dell’Urbe
sembrano vomire la notte
accidiosa che rempie
i loro vani come le bocche
8218delle cave maschere inerti
cui sospese il vecchio tragedo
per vóto a Diòniso muto.
Subitamente per entro
i lor vani sembra che parli


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