Pagina:D'Annunzio - Laudi, II.djvu/158

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DELLE LAUDI - LIBRO

“Chi consolerà
Colui ch’ebbe a sé testimoni
il Sole, il Vento,
150le sorgenti dei Fiumi, il riso
innumerevole delle onde marine,
la madre di tutte le cose, la Terra?
Chi mai lo consolerà nel dì supremo?
L’antico Oceano? Nicodemo
155con gli aromi della Giudea?
Il canto delle Oceanine?
Il lamento delle pie donne?
Qual parola nata
dal sale del mare e del pianto
160lenirà l’insonne?„

E noi leggemmo sol nel gesto
delle sue mani e nell’ombra de’ suoi cigli:
“Non han le case degli uomini giacigli
per l’insonne, dov’egli giacersi voglia.
165Non io m’arresto alla tua soglia.
Dove io vo, tu non puoi seguirmi.
La mia certezza canta nel mio sentiero
ed alza ai perigli colonne
trionfali sul limite degli abissi.
170È il mio pensiero più che il giorno e il domani.
So come sia dolce grappoli vermigli


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