Pagina:D'Annunzio - Laudi, III.djvu/148

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DELLE LAUDI - LIBRO


ardi.
Oh com’è bello Folo che dall’ombra
trapassa, maculato di sudore,
nella banda del sole! Anche tu sànguini.
Non vedesti le vipere fuggire?
95Qual nome hanno quei lunghi fili d’erba
che portano una spiga nera in cima?

glauco.
Il nome che le labbra ti diletta.
Abbandona le redini sul collo
d’Agrio. Ascolta il cavallo nel silenzio
100sbuffare. Vola la sua bava e imbianca
il mentastro. Perché, Ardi, sol questo
empie il mio petto di felicità?

ardi.
Forse già fummo i figli della Nuvola.
Già l’erba calpestammo con gli zòccoli,
105cogliemmo il fiore con le dita umane.
Un dì, volgendo indietro il torso ignudo,
con la concava scorza detergemmo
dal pelo della groppa calorosa
il sudore che in rivoli colava.
110Lo spazio immenso era la nostra ebrezza.
Senz’ansia il nostro fianco infaticato


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