Pagina:D'Annunzio - Laudi, III.djvu/236

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DELLE LAUDI - LIBRO

Fin dal battito primo, io sarò l’emulo
tuo, la mia forza intenderò per vincerti.
E la mia via sarà dovunque, ad imo,
510a sommo, in acqua, in fuoco, in gorgo, in nuvola,
sarà dovunque e non nel medio limite,
non nel tuo solco, s’io pur debba perdermi’
risposegli il mio cor silenzioso.
E gli sovvenne della grande frode
515(difficile all’oblìo questo mio cuore
sì che l’acqua del Lete non ci valse:
furon pur tre le tazze tracannate)
e del dolo fabrile gli sovvenne.
Fra le mani perite che tremavano
520riveder seppe gli utensìli acuti
intesi a compiacer la trista voglia.
‘Icaro figlio, m’odi? Io m’alzo primo.
Volerò senza foga, e tu mi segui.’
Ma con l’arte dell’aquila io spiccai
525dal limitar della caverna un volo
sì veemente che diseparato
fui sùbito. Gli stormi isbigottirono
su per le rosse rupi, in fuga striduli
temendo la rapina dileguarono.
530Oh libertà! Pel corpo nudo l’aere
matutino sentii crosciarmi, gelido
tutto rigarmi di chiarezza irrigua:

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