Pagina:D'Annunzio - Laudi, III.djvu/249

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TERZO - ALCIONE


45Io trascorro; e il grande concento
in me taciturna s’adempie,
dall’unghie de' miei piè d’argento
alle vene delle mie tempie.

Scerno con orecchia tranquilla
50i toni dell’onda che viene,
indago con chiara pupilla
più oltre ogni segno più lene;

così che la musica traccia
m’è suono, e ne’ righi leggeri,
55mentre oggi odo ansar la bonaccia,
leggo la tempesta di ieri.

Che è questo insolito albore
che per le piagge si spande?
Teti offre alla madre di Core
60dogliosa le salse ghirlande?

L’albàsia de' giorni alcionii
anzi il verno giunge precoce
e dagli arcipelaghi ionii
attinge del Serchio la foce?


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