Pagina:D'Annunzio - Laudi, III.djvu/251

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
TERZO - ALCIONE


85In ogni sostanza si tace
la luce e il silenzio risplende.
La Pania di marmi ferace
alza in gloria le arci stupende.

Tra il Serchio e la Magra, su l’ozio
90del mare deserto di vele,
sospeso è l’incanto. Equinozio
d’autunno, già sento il tuo miele.

Già sento l’odore del mosto
fumar dalla vigna arenosa.
95All’alba la luna d’agosto
era come una falce corrosa.

Di Vergine valica in Libra
l’amico dell’opere, il Sole;
e già le quadrella ch’ei vibra
100han meno pennute asticciuole.

Silenzio di morte divina
per le chiarità solitarie!
Trapassa l’Estate, supina
nel grande oro della cesarie.


- 241 - 16