Pagina:D'Annunzio - Laudi, III.djvu/65

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TERZO - ALCIONE

solleva il cuor degli uomini
come un peàn che càntino
per sacri intercolunnii
cetere a miriadi.
460Io Peàn! Io Peàn! Gloria
al Maestro dell’Opere,
allo Specchio degli Uomini,
al Titan dalla rutila chioma,
al Re delle alate parole,
465al Duce dei cori eliconii!
O Forza, Abondanza, Vittoria,
e tu, Genio che mai non si doma,
voi siatemi qui testimonii.
Calpestano i cavalli del Sole
470il rinato frumento di Roma.


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