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116 notturno

dado doveva esser tratto dal destino sopra una tavola di pietra ignobile, tra il fondiglio dei liquori e la cenere dei sigari!

«Non viene» aveva detto Alfredo Barbieri a mezzanotte. «Mi rincresce. Era il Segnale per le squadriglie,»

E aveva ripetuto un mio verso del libro d’Elettra.

Dopo un breve silenzio, quasi in ascolto della notte lontana, aveva soggiunto: «Ebbene, prenderò io il suo posto.»

Luigi Bàilo aveva tentato di dissuaderlo. «S’egli non arriva a tempo, aumenteremo del suo peso il carico delle bombe.»

«Ci vuole un Segnale» aveva risposto il generoso. «Verrà con voi il vostro Comandante.»

La triste bottega s’era spenta. Il destino aveva scambiato i dadi nel buio. La morte aveva cancellato dalla tessera il mio nome e prestamente scritto quell’altro.