Pagina:Dalle dita al calcolatore.djvu/11

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silvio ceccato IX

verosità. E così via. Sì, proprio noi, gli uomini di oggi, che ben si comprendono quando affermano che una natura li ha fabbricati, con le meravigliose pompe del cuore e dei polmoni, la rete dei circuiti di cui s’intesse il sistema nervoso, lo scambio fra corteccia, nervi, muscoli, ecc. Una natura che ha permesso al millepiedi di coordinare i passi, le cento zampette, alle api di costruire con il minimo di materia e spazio le proprie cellette, senza ricorrere al calcolo integrale ed infinitesimale, al formicaleone di accoppiare forze centrifughe e centripete nell’apprestare il cono-trappola per le formiche. Il trifoglio, come conta le foglie? E come, per nostra fortuna, qualche volta sbaglia e se ne dà quattro?

Il tono scherzoso non nasconda il problema di fondo.


L’intenzionalità consapevole, n. 1

A un certo punto, questo animale, questo quadrupede si è eretto, ha aggiunto un nuovo pezzo di cervello, il neoencefalo, vi ha associato le mani (l’uomo è intelligente perché ha le mani o ha le mani perché è intelligente?). Questo essere corticalizzato ha superato ogni altro animale, soprattutto connettendo l’operare della sua testa con organi vocali che lo rendono pubblico e permettono che i risultati di ogni pensante-parlante siano comunicati.

Quando, dalle cinque dita delle mani e dei piedi, le cinque punte della stella marina, poteva però passare alle cinque delle parti del mondo?

Gestazione indubbiamente lentissima, anche se oggi l’ontogenesi riduce a ben poco la lunga filogenesi, e dopo tanti balbettii ed ingenuità una mente si cimenta con se stessa.

Vediamo di raffrontarne un primo stadio, non certo ultimato, con quello di qualche animale. Scattò una trappola.